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scuola friulana

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Manifesto delle



Scuole Libere






Il mondo e la vita hanno voluto che un bimbo per nove mesi fosse affidato completamente alle cure di una donna gestante.
Hanno voluto che fosse affidato alla sua completa responsabilità e ne condividesse profonda mente la sorte.
   Dopo la nascita il bimbo o la bimba o i bimbi nulla possono fare da soli.
   Soprattutto la madre, ma anche il padre, devono provvedere a lui in tutto e per tutto.
   Essi sentono il peso di questa responsabilità.
La stessa responsabilità che li accompagna, essi genitori, nella scuola materna, in quella elementare, media e così via fino a che saranno adulti. Oseremmo dire per l’intera vita del genitore. Sembra quasi che l’essere genitori non sia che un’acquisizione di questa responsabilità.
    Quando si osserva un bimbo per quello che fa, spesso si pensa a quel che ha dato a lui la famiglia per forgiarlo così.
    Anche di fronte alla legge dello Stato il genitore è responsabile per il figlio. Glielo si riconosce a causa di quella legge non scritta che sta entro tutti gli uomini.
   La cosiddetta “legge naturale” che molto ha in comune con la legge morale e la coscienza.
   Orbene si riconosce questa responsabilità al genitore che tuttavia già da se stesso la sente come naturale ed innata qualità del proprio essere.

   Ma noi ci interroghiamo e diciamo:
   “può un uomo essere responsabile per una cosa della quale non può decidere?”
Possiamo noi essere responsabili per i figli ai quali non abbiamo potuto far giungere gli insegnamenti che quella riconosciuta “ legge naturale” ci suggerisce? di quella legge che ci guida nei primi anni della vita dei nostri figli?
  
   Se lo Stato crede di essere depositario della conoscenza allora si prenda anche la responsabilità dei nostri figli.
   Li porti nel suo grembo, si svegli la notte per nutrirli e per soccorrerli, faccia un posto in più nel letto perché essi possano nutrirsi di vero affetto umano.
   Se saprà fare tutto questo allora saremo ben felici di affidargli la nostra carne.
   Ma fino a che ciò non accadrà ci terremo noi i nostri figli e li educheremo così come noi riterremo giusto secondo la coscienza di ognuno.
   Poi giudicheremo secondo i frutti.
   Responsabilità senza libertà non esiste.

   Io genitore se un giorno vedrò che mio figlio si rincitrullisce con la didattica al computer, perdendo il senso dell’uomo, dovrò poter scegliere una scuola diversa, che non predisponga i figli al lancio dei sassi dai ponti sull’autostrada.
   Responsabilità senza libertà non esiste.
   Poi si giudicherà secondo i frutti.