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PEDAGOGIA
E SALUTE
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PEDAGOGIA E SALUTE Entriamo subito in argomento. Osserviamo l’atteggiamento dei genitori dei piccoli bambini all’atto del confronto del figlio rispetto al mondo che lo circonda. Quasi tutti i genitori sono soliti riempirsi di soddisfazione quando il loro bimbo si rende interprete di una prestazione particolarmente brillante in una qualunque attività che va intraprendendo quale nuovo cittadino del mondo. Ciò si verifica in quanto è comune pensare che tanto più un bambino impara e quanto più precocemente lo fa tanto meglio sia. Così nonni, zii, amici si prodigano nel regalare giochi istruttivi, libretti, manualetti e ogni sorta di mezzo per stimolare e favorire l’attività del piccolo bambino.
IN MEDICINA Da parecchi anni nella medicina di pronto soccorso e rianimativa è invalsa come terapia salva vita il porre il paziente gravemente traumatizzato in uno stato di coma farmacologico, cioè in uno stato di coma indotto dai farmaci. Si fa questo perché si è visto che così ci sono maggiori possibilità per il paziente di superare la crisi in cui versa. Per coma si intende uno stato profondo di sonno privo della presenza dei normali riflessi nervosi. Chiamiamo coscienza di veglia quella che normalmente abbiamo da svegli, chiamiamo coscienza di sogno quella in cui siamo immersi nel sogno; vi è poi la coscienza di sonno senza sogni che tuttavia conserva una gamma di riflessi: nel sonno ci si muove, se qualcuno ci chiama ci svegliamo, se qualcuno ci punge ci retraiamo. Vi è poi la coscienza di coma profondo, nella quale non c’è alcuna risposta ai più vari stimoli. La pratica di mettere i traumatizzati in stato di coma si accorda con l’osservazione che se non pratichiamo un soddisfacente sonno notturno il nostro fisico ne risente e via via ne deperisce. Viceversa passare la notte in un sonno profondo, continuo, indisturbato ci fa alzare al mattino in forma, pieni di energia. Da quanto esposto se ne deduce che la coscienza mina e consuma la vita, ostacola il benessere e la riparazione dei tessuti, fiacca il metabolismo cellulare.
IL BAMBINO Il nostro bimbo alla nascita giunge da un sonno che è durato alcuni mesi durante i quali nel sonno ha solo costruito, costruito organi vitali, senza imparare intellettualmente nulla. Questo suo costruire gli organi durerà molti anni, durante i quali il bimbo diventerà sempre più sveglio, fino a che sarà adulto. Tenendo presente quanto accade nella pratica medica accennata si capisce come il rispetto del sonno e della tranquillità del nuovo nato siano fondamentali e obbligatori. Ci si chiede come si possa credere che da un sonno totale nel giro di un paio di mesi il bambino possa essere integrato nel comune svolgersi delle nostre giornate? Che gli si possa imporre una vita cosciente simile alla nostra? Il genitore saggio dovrebbe puntare a che il proprio bambino non sia sempre lì a cercare di essere bravo e meravigliare tutti con le sue prestazioni bensì tranquillo e riposato al fine di permettergli di portare a termine lo sviluppo dei suoi organi interni nel modo più soddisfacente, modificando gradualmente il proprio stato di coscienza nel corso degli anni. Tutti i disturbi, le sollecitazioni sensoriali, i giochi rumorosi o visivamente troppo brillanti, i sapori decisi come quelli salati, la televisione, la radio, l’azione di coloro che lo disturbano per ottenere una reazione e riderci sopra sono dei creatori di patologie. Patologie che non si rivelano immediatamente ma che si mostreranno nel corso di una vita. Anche l’inizio della scuola primaria a sei anni non dovrebbe essere un dogma ma valutato caso per caso non in base alla presunta intelligenza del bimbo ma in base allo sviluppo fisico e funzionale raggiunto al momento considerato. La cosa stupefacente è che la pratica ha mostrato come poi questi bimbi lasciati un po’ indietro intellettualmente abbiano ad un certo punto superato i compagni precoci. Possiamo concludere affermando che nei bambini va evitata l’intellettualizzazione precoce forzata, senza tuttavia inibire la curiosità e i moti a indagare le cose che possano nascere spontaneamente nelle più varie direzioni.
Nel complesso quanto esposto quasi per
tutti i genitori sarà difficile da accettare anche come
possibilità. Tuttavia il venire a contatto con questo modo
di osservare le cose, nel tempo e nel riesame di questi
pensieri, potrebbe rivelarsi alla coscienza dei genitori
come idea sensata e da prendere seriamente in
considerazione. Per coloro che genitori ancora non sono ma
che in futuro lo potranno essere la via è più facile
perché hanno ancora tempo per riflettere e decidere.
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